LIVORNO – LE CARENZE DEI PIANI DI PROTEZIONE CIVILE A 9 MESI DALL’ALLUVIONE

Punto primo. La “nuova Protezione civile” e’una protezione civile distrutta dalla decisione di rimuovere per motivi politici il dirigente che la aveva guidata con ottimi risultati per anni.
Punto due. La protezione civile e’stata depotenziata anche nell’organico a favore di altri uffici del territorio motivo per cui non ci sono oggi piu’disponibili risorse interne.
Punto tre. Aver scelto di affidare ad un plurisospettato un ruolo chiave nella protezione civile, sospettato og…gi denunciato dalla procura, ha tolto ulteriori risorse alla struttura.
Punto quattro. Il precedente piano di protezione civile prodotto da Gonnelli e mai approvato ne’mai applicato e’stata una mancanza gravissima.
Punto cinque. La necessita’di affidare il piano a distanza di 9 mesi ad una societa’esterna non puo’essere giudicato positivamente. Questa decisione non solo poteva essere presa prima, ma presenta gravi rischi, primo fra tutti la conoscenza del territorio, che una societa’esterna non puo’avere e che dovra’acquisire con ulteriori ritardi.
Punto sei. Sposiamo in pieno la raccomandazione di Gonnelli. Il piano di protezione civile non puo’parlare solo di alluvione, deve definire come proteggere la popolazione al meglio, anche con vie di fuga, ed analizzare i rischi legati alla concentrazione eccezionale a Livorno delle GRANDI E PICCOLE AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE E SUL PORTO.
Punto sette. Chiediamo fin da subito che il piano strutturale del Comune, da sempre pericolosamente lacunoso sul problema dei rischi, recepisca con uno stralcio di anticipo e in via di urgenza i vincoli urbanistici che derivano dai piani di emergenza esterni delle aziende a rischio di incidente rilevante, cosa presente nel piano di Collesalvetti, oltre a limitare l’edilizia nelle aree a rischio alluvione. Oggi siamo all’assurdo che si potrebbe costruire anche un asilo accanto all’Eni….