LA SANITA’

Per la cura in una città di 160.000 abitanti abbiamo bisogno di strutture dislocate sul territorio accessibili (presidi e case della salute) mentre il presidio ospedaliero deve finalmente trovare una adeguata configurazione con l’utilizzo di strutture moderne ed efficienti ma la cui realizzazione non comporti nel frattempo una riduzione dei servizi come quella che stiamo subendo negli ultimi anni. E’ fondamentale che si garantisca un assiduo controllo sull’efficienza dei servizi erogati fin da subito sulla qualità dei reparti ma soprattutto sui servizi di pronto soccorso non si può continuare il processo di progressiva riduzione dei servizi in una città delle dimensioni di Livorno. Vogliamo discutere del pronto soccorso in cui i pazienti siano gestiti anche dai reparti, dove non si debbano fare lunghe code di attesa, che moltiplicano il tempo dando spesso un servizio inefficace; per ridurre il numero di accessi per casistiche minori inoltre dovrebbero veramente funzionare le strutture filtro sul territorio come le case della salute. Basta con questa politica distruttiva del servizio sanitario a Livorno. Il sindaco è il massimo garante della salute dei suoi cittadini invece in questi anni la qualità dei servizi sanitari non è mai stato un tema di interesse della giunta uscente. Vogliamo campagne mirate alla vigilanza sanitaria. Non solo cure ma prevenzione anche sugli stili di vita.  L’assistenza per gli Anziani va POTENZIATA e non ridotta in una città che va verso l’invecchiamento. Esempi virtuosi esistono e vanno applicati anche a Livorno. La nuova amministrazione dovrà affrontare per primi i problemi mai risolti delle liste di attesa, della riduzione dei posti letto, dell’assenza sul territorio di risposte adeguate alle necessità di anziani e cronici. Mentre le RSA pubbliche vivono questa situazione di incertezza, il comune ha accreditato altre strutture private che evidentemente marginalizzano sul settore che se ben gestito potrebbe portare invece utili al sistema. Pienamente concordi sulla necessità di abbandonare un progetto come quello del nuovo ospedale, è necessario ora rivedere le proposte fumose della realizzazione di un monoblocco all’interno del vecchio presidio che di fatto ripropone la stessa costruzione, con l’abbattimento di 7 padiglioni. Siamo dell’avviso che ripensare alla definitiva conclusione del piano Mariotti, peraltro ancora in fase di attuazione, sia ad oggi la soluzione più fattibile per tempi e costi, anche rispetto alle normative nazionali e regionali che danno paletti ben precisi sulla tipologia tipo di presidio e dei posti letto assegnati, quindi è necessario verificare se tali presupposti al momento siano rispettati. Chiediamo chiarezza e trasparenza nel percorso di vendita all’asta degli edifici di proprietà ASL, come ex sede Usl di Monterotondo e Piazza Attias. Assoluta priorità alla costruzione delle Case di salute e di una rete territoriale efficiente, per la tutela di soggetti deboli, anche socialmente, delle persone affette da cronicità e da un numero sempre maggiore di anziani che necessitano di risposte adeguate.

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