I RIFIUTI

I rifiuti non possono essere un problema per il cittadino che deve davvero trovare un servizio migliore contestualmente al miglioramento della qualità dell’ambiente. Gli obiettivi di raccolta differenziata raggiunti con una città sporca e puzzolente, non hanno senso. E poi, la raccolta differenziata va fatta con le migliori tecniche disponibili, il servizio va diffuso solo quando quartiere per quartiere si è trovato con i cittadini soluzioni adeguate per non creare disagio e peggiorare l’igiene delle strade. Concentriamoci poi sulla minimizzazione della produzione di rifiuti e sul recupero. L’economia locale deve essere indirizzata verso l’utilizzo di prodotti sfusi con politiche mirate. Partendo da una verifica della gestione dei flussi dei rifiuti speciali che gravano per oltre sei volte degli urbani sulle comunità, vorremmo vedere sul territorio aziende dedicate al recupero, lontano dalle aree residenziali, e con impiantistica adeguata, perché oggi i rifiuti vengono da noi prodotti sono trasportati anche all’estero mentre riceviamo rifiuti da incenerire. L’inceneritore deve trovare alternative per essere spento e noi vogliamo costruire quelle alternative, che esistono e sappiamo che sono fattibili, come il recupero della frazione organica per produrre bio-metano come avviene nelle città più all’avanguardia di Europa (progetto Bristol). Le discariche non sono una risposta. La raccolta differenziata deve essere effettuate seguendo le migliori pratiche, senza ideologie, in modo coerente con la struttura urbana, con meno inquinamento per i cittadini (oggi +30%di inquinamento dei mezzi di raccolta) e la TARIFFA DEVE ESSERE PUNTUALE prevedendo sgravi per i comportamenti più virtuosi. A Livorno non si e ‘ancora parlato in modo serio e sistematico di riduzione della plastica e di come azioni di investimento su questo processo potrebbero portare anche economia al territorio. La plastica ed il packaging sono un dramma sia per i costi della società che per i costi dell’ambiente. Una corretta gestione dei rifiuti parte dalla riduzione. Se da una parte l’uso corretto dell’acqua del rubinetto o delle fontanelle di alta qualità è un importante primo passo, tanto lavoro deve essere fatto soprattutto sulla grande distribuzione. Sul territorio di Livorno deve essere incentivata ogni azione di riduzione della vendita di plastica, anche attraverso incentivi e progetti specificamente studiati come già avviene in tante città italiane.

La direttiva Europea prevede l’eliminazione di prodotti plastici non biodegradabili con diversi step fra il 2021 ed il 2025. In attesa che gli stati recepiscano la direttiva, questa condizione deve essere sfruttata per rilanciare sul territorio di Livorno quella new economy tanto sbandierata che dovrebbe essere sostenuta molto più dell’industria 4.0 in un’area oggi de-industrializzata come la nostra. I nuovi incentivi per l’insediamento di nuove industrie nell’area di crisi complessa dovrebbero favorire proprio industrie o aziende che si specializzassero in questo settore sia in termini di produzione che di recupero. Questo avrebbe un triplice effetto positivo: incentivare l’insediamento di attività in un segmento industriale del tutto nuovo, ridurre l’impatto ambientale ma soprattutto costituire un punto di appoggio per il servizio pubblico per avere localmente impianti di recupero a minor costo per il servizio favorendo ulteriori sistemi virtuosi.

E su questi progetti, non ci devono essere bandiere, ci vuole una volontà ferrea della politica di agire in modo coeso per la citta’.